Bloccati protocolli operativi e chiusura presidi

Presto l’incontro con il Ministro dove chiederemo reale salvaguardia e riordino

 

Quando, nel settembre 2013, l’Amministrazione della pubblica sicurezza annunciò di voler stilare dei protocolli operativi per l’attività di polizia queste OO.SS. manifestarono il proprio convinto consenso perché tali protocolli dovevano servire a salvaguardare i poliziotti che spesso, troppo spesso si ritrovano sottoposti a cause penali e civili solo per aver fatto il proprio lavoro.

Dicemmo poi un secco no al testo che ci è stato sottoposto qualche tempo fa, peraltro dopo che ne avevamo letto ampie anticipazioni sulla stampa, sebbene apprezzammo, ed apprezziamo l’impegno e lo sforzo fatto per elaborarlo. Ma così com’è – dicemmo allora ed abbiamo ripetuto oggi – quel testo non era e non è utile allo scopo di salvaguardare i poliziotti, anzi rischia di generare altri processi a loro carico.

Nell’incontro di oggi con il Vice Capo Vicario della Polizia prefetto Alessandro Marangoni non abbiamo ricevuto il nuovo testo che ci saremmo aspettati, né l’illustrazione delle iniziative che un autorevole Ministero come quello dell’interno intende adottare affinché siano approvati dal Parlamento nuovi strumenti normativi realmente utili per chi ha l’onere di far rispettare la Legge (Decreto Antiterrorismo).

È noto infatti che l’attuale situazione impone il rafforzamento delle misure antiterrorismo e a tutela dell’ordine pubblico e, dunque, strumenti legislativi che consentano ai poliziotti, ma anche a carabinieri, finanzieri, ecc. di poter garantire un reale ed effettivo rispetto delle regole dello Stato democratico da parte di tutti, senza distinzione di orientamento ed appartenenza politica, per salvaguardare la democrazia e la coesione sociale.

Poiché nella riunione di oggi tutto questo non è stato presentato, abbiamo posto come pregiudiziale una nuova procedura che, partendo dal metodo esaltasse il merito attraverso la disciplina delle modalità di esecuzione dei servizi nei quali, ovviamente, trovano cittadinanza anche i comportamenti dei singoli operatori.

Il Dipartimento si è impegnato in tal senso ed ha assicurato un’approfondita riflessione, al termine della quale verranno illustrate le iniziative adottate in ambito istituzionale per dare inizio ad una serie di incontri tra Sindacati e Gruppo di lavoro che, senza alcun limite di tempo, dovrà portare alla stesura di protocolli che siano realmente idonei a salvaguardare chi espleta attività di polizia.

Ha avuto esito positivo anche la nostra determinata opposizione al progetto di razionalizzazione dei presidi: lo ha comunicato in apertura dell’incontro odierno lo stesso prefetto Marangoni, annunciando una discussione sul tavolo del Coordinamento per le Forze di polizia che – rivendichiamo – includerà un’altra essenziale razionalizzazione e cioè la delega per il riordino delle carriere.

A tal proposito il Vice Capo Vicario ha altresì annunciato che a breve, comunque entro la metà del prossimo mese di febbraio, come da noi richiesto per affrontare tutti questi temi, ci sarà l’incontro con il Ministro dell’interno On. Angelino Alfano.

 

marangoni-29-1-2015

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