Necessario rilanciare i servizi di sicurezza e soccorso alpino

  • adeguare il piano nazionale sulla base delle effettive necessità di organico
  • restituire centralità al C.A.A. di Moena

 

Esito Riunione al Dipartimento del giorno 4 Ottobre 2017

 

Lo scorso 4 ottobre la Uil Polizia, una delegazione del Dipartimento presieduta dal Prefetto Dispenza ha incontrato la Uil Polizia e le altre OO.SS. per un confronto sul piano nazionale per i servizi di sicurezza e soccorso in montagna.

Nella scorsa stagione  il piano nazionale, emanato a novembre, a ridosso dell’inizio dei servizi, ha previsto una rilevante decurtazione di 43 unità sulle 228 precedenti creando notevoli difficoltà nella gestione dei gravosi impegni dei nostri colleghi che oltre ad effettuare il servizio di soccorso, sono impegnati in servizi di O.P. nelle competizioni sportive, attività di polizia giudiziaria, controlli amministrativi ed altro.

In diversi centri sono previsti solo due operatori creando intuibili problemi nella fruizione di riposi e permessi oltre che nell’ordinario svolgimento dei servizi.

Nonostante tutto i colleghi, a cui va tutta la nostra gratitudine,  hanno assicurato oltre 14.000 interventi di soccorso oltre a tutte le attività loro demandate dimostrando professionalità, impegno ed indicibili sacrifici personali.

E’ necessario riprendere l’attività di formazione degli operatori presso il C.A.A. di Moena per avere una disponibilità reale di operatori da impiegare in un servizio che peraltro accresce enormemente la visibilità ed il prestigio della Polizia di Stato nella prospettiva di garantire la capacità concreta anche in futuro di continuare ad erogare tali servizi. Il Centro peraltro, sulla base della competenza specifica, la conoscenza diretta di profili degli operatori e delle reali esigenze connesse ai servizi, deve avere un ruolo primario nella redazione del Piano Nazionale.

Necessario rilanciare i servizi di sicurezza e soccorso alpino

E’ opportuna una rotazione che dia la possibilità a tutti i colleghi che ne facciano richiesta di potere essere impiegati, una rotazione ponderata naturalmente con le esigenze e la specificità dei servizi e dei porfili professionali.

E’ fondamentale creare degli stanziamenti adeguati per il lavoro straordinario effettuato gioco forza da questi colleghi che pesando attualmente sui reparti di provenienza crea notevoli difficoltà.

I limiti numerici imposti attualmente relativi agli organici degli uffici per l’invio di operatori specializzati nei centri alpini sono irrazionali si pensi che un ufficio con organico di 100 uomini ha lo stesso limite di reparti di 600 uomini o superiori ovvero 4 operatori.

Necessario rilanciare i servizi di sicurezza e soccorso alpino 1

E’ inoltre irragionevole secondo attribuire a taluni dirigenti di uffici il potere di veto sull’invio di operatori come è stato prospettato di voler fare con gli operatori della Polizia Stradale già ampiamente penalizzati sotto molti aspetti nella nostra Amministrazione.

Queste in estrema sintesi, le nostre rivendicazioni di cui il Prefetto Dispenza ha preso atto aggiornando la riunione ed assicurando ogni sforzo per implementare il numero degli operatori previsti nel cd. Piano Neve per il prossimo anno.

Abbiamo inoltre sensibilizzato l’Amministrazione ad una definizione urgente del piano visto l’imminente inizio della stagione sciistica per dare la possibilità ai colleghi di poter pianificare le loro esigenze personali e familiari.

 

 

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