UIL Polizia Magazine nr. zero – Il ritorno dei caporali

I manager della Sicurezza tornino al sano “governo del personale”

 

«Caporali si nasce, non si diventa: a qualunque ceto essi appartengano, di qualunque nazione essi siano, ci faccia caso: hanno tutti la stessa faccia, le stesse espressioni, gli stessi modi, pensano tutti alla stessa maniera». Così Antonio De Curtis nell’anno del Signore 1955 ma, ahinoi, le cose non sono cambiate.

Accade così che un assistente capo della Polizia di Stato, durante uno dei suoi tanti turni pomeridiani, effettuando uno dei molti suoi arresti in flagranza, finisca di lavorare non già alle diciannove, come previsto, ma oltre le ore 23, quindi accumulando già una certa stanchezza.

Tutti i poliziotti sapevano che, come da codice di procedura penale e da prassi, l’indomani ci sarebbe stata l’udienza di convalida dell’arresto, ma il caporale evidentemente no e non ha cambiato il turno dell’assistente capo, per il quale resta quindi confermata, alle 19 dell’indomani, la prevista partenza per servizio fuori sede.

In mattinata, però, questi viene chiamato dall’Ufficio per presentarsi come testimone all’udienza di convalida alle 12.15; a questo punto tutti i poliziotti sapevano che sul foglio servizio doveva essere apposta la seguente dicitura: “Disposizione AG, abiti civili, ore 12.15-fine”, ma evidentemente questo il caporale non lo sapeva.

Sicché quando alle ore 15.30 l’assistente capo, appena conclusi gli adempimenti in Tribunale, si sente dire dell’Ufficio che non c’è stata alcuna variazione per cui egli aveva effettuato un turno di servizio retribuito come lavoro straordinario emergente prima del turno ordinario, non riusciva a credere alle proprie orecchie.

Ciononostante il collega non ha eccepito le irregolarità descritte sinora, limitandosi a far presente che non era nelle condizioni psicofisiche idonee ad affrontare il viaggio ed il servizio fuori sede, ma per tutta risposta il caporale, inflessibile ma munifico lo ha rassicurato: gli sarebbero stati pagati la reperibilità e gli straordinari!

Dopo aver omesso la variazione, non aver cercato un cambio che si poteva agevolmente trovare, non aver tenuto conto della stanchezza del dipendente, non aver presa in considerazione la possibilità di comandare due operatori anziché tre, come molte volte aveva fatto in passato, il caporale dimostra… generosità!

Viene da domandarsi il perché di tale atteggiamento del caporale nei confronti di quell’assistente: forse uno è laziale e l’altro è romanista, oppure uno interista e l’altro milanista? Vai a capire: sta di fatto che, nonostante senta aumentare i sintomi di una forte influenza, il collega parte in missione ed espleta il servizio serale fino alle 23.30.

A quell’ora è costretto suo malgrado a ricorrere alle cure mediche che confermano la diagnosi e quindi il caporale dice: «Stai male? Allora mettiti la divisa e prendi il treno regionale per tornare a casa». Si, avete letto bene, proprio il treno regionale, quello dove molti viaggiano senza titolo di viaggio ed i controllori ci chiedono ausilio…

E l’assistente capo, nonostante fosse debole e febbricitante, ha infatti dovuto, in divisa: prestare ausilio al personale di bordo del treno, attendere per 20 minuti da solo il cambio treno in una stazione intermedia per poi, giunto a destinazione, attraversare da solo a piedi una zona notoriamente ad elevata densità criminale.

Ovviamente il tutto è stato ben rappresentato all’Ufficio per le relazioni sindacali, che dovrebbe fare da arbitro imparziale e dove invece un caporale donna ha difeso in tutto e per tutto il modus operandi del collega di atteggiamento, ribadendo che all’assistente capo verranno pagati straordinari e reperibilità! E vedi un po’…

Il governo del personale da parte dei manager della sicurezza è una cosa seria, di vitale importanza anche per l’efficienza e l’efficacia dell’Amministrazione, quindi non può essere lasciato nelle mani di chi, credendosi “scienziato”, non raggiunge neppure il minimo sindacale e, in più, si lascia condizionare da… orientamenti calcistici.

Mala tempora currunt, dobbiamo ritornare sulle parole e richiamare lo spirito del prefetto Gabrielli quando ci parla del futuro dell’Istituzione: pochi caporali rischiano di danneggiare irrimediabilmente la credibilità dei molti validi e questo, noi, non lo potremo mai permettere: per questo siamo tornati e… ce ne sarà per tutti.

 

Roma, 9 novembre 2017

Thor

 

Versione Stampabile: editoriale-9-11-2017

 

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